CAPPELLA - Masseria Terranova

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La Cappella
La Cappella della Masseria – Anno 1818

All’interno della masseria si trova una piccola cappella rurale, edificata nel 1818 come testimoniato dall’incisione scolpita sopra l’ingresso principale. Si tratta di una costruzione semplice e raccolta, realizzata interamente in pietra locale, con le superfici interne ed esterne intonacate con una lattata di calce, secondo le consuetudini costruttive dell’epoca.

La cappella rappresenta un autentico esempio di architettura religiosa contadina, povera ma intrisa di significato spirituale. L’ambiente interno è essenziale, ma carico di devozione. Alle pareti sono appesi diversi quadri raffiguranti santi particolarmente venerati dai contadini della zona: figure che venivano invocate per la protezione dei raccolti, degli animali e della famiglia.

Ogni elemento di questa cappella racconta un frammento di vita quotidiana del passato, dove fede e lavoro nei campi si intrecciavano profondamente. Ancora oggi, la sua presenza silenziosa testimonia la spiritualità semplice e sincera di chi l’ha costruita e frequentata per generazioni.

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La Cappella
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Architettura
La facciata della chiesa è racchiusa da due lesene laterali e un cornicione sulla sommità, mentre il portale d’ingresso, lasciato in pietra, presenta un fregio decorato dal solo stemma familiare con all’interno l’iscrizione “A.D. 1818”, anno in cui è stata completata la cappella rurale.
Dalla facciata sbuca una piccola croce lapidea sorretta dal tetto a chiancarelle che prosegue dietro, diventando parte del terrazzino dell’abitazione.

All’interno della chiesetta troviamo una pianta ottagonale ed una volta detta “a schifo” o “a specchio”, caratterizzata dalla presenza di un piano orizzontale decorato dallo stesso stemma familiare presente sul fregio del portale d’ingresso.
Sui lati corti dell’ottagono troviamo quattro nicchie a tutt’altezza e una piccola nicchia sul lato sinistro, scoperta con la rimozione del vecchio intonaco; mentre sul lato destro della cappella appare una vecchia apertura, che ad oggi risulta murata, ove si presume si affacciassero i proprietari della masseria per ascoltare la celebrazione liturgica.
L’altare della cappella, sopraelevato rispetto alla pavimentazione in chianche, è a gradoni e presenta una mensola d’altare e delle specchiature laterali a decorazione vegetale, mentre sul paliotto è scolpita una croce latina.
Entrando nella cappella, il visitatore è accolto da una serie di elementi devozionali che oggi arricchiscono l’ambiente con un valore non solo spirituale, ma anche storico e culturale. L’allestimento interno è frutto di un’attenta ricerca condotta negli anni recenti, volta a ricostruire, per quanto possibile, l’aspetto originario della cappella e le forme di culto praticate dai contadini locali.

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Architettura
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Pala d’altare
Al centro dell’altare domina l’immagine della Madonna del Rosario, ritenuta – secondo alcune fonti e testimonianze orali – la figura mariana anticamente venerata all’interno di questa chiesetta. La sua presenza conferma il legame tra la cappella e la tradizione popolare, poiché il culto del Rosario era particolarmente diffuso nelle comunità rurali, simbolo di protezione, intercessione e guida spirituale
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Pala d'altare
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La Nicchia di Destra: il Vestiario del Clero
Proseguendo l’osservazione all’interno della cappella, nella nicchia di destra si distingue immediatamente un elemento di particolare interesse: un abito liturgico donato dal Monsignore Saverio Losavio (1879 - 1964) di Putignano. Questo paramento sacro, esposto con cura, non solo arricchisce l’ambiente con un segno tangibile della presenza ecclesiastica, ma rappresenta anche una preziosa testimonianza del vestiario tradizionale del clero.

Il tessuto, i dettagli decorativi e la foggia dell’abito raccontano visivamente il ruolo del sacerdote all’interno della comunità contadina
L’abito è composto da un camice bianco, elemento di base indossato dai sacerdoti durante le celebrazioni, sovrastato da una pianeta verde, tipico paramento per la Messa in tempo ordinario, e completato da una stola, simbolo dell’autorità sacerdotale. Si tratta di paramenti antichi, custoditi con rispetto, che raccontano attraverso stoffe e colori l’identità liturgica e spirituale del presbitero.
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La nicchia di destra
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Le Altre Nicchie: Presenze Mariane e Devozione Familiare
La cappella custodisce altre tre nicchie, ognuna arricchita da immagini sacre che riflettono la profonda religiosità popolare e il legame della comunità con figure specifiche della tradizione cattolica.

Entrando, subito a sinistra, si trova l’immagine della Madonna del Monte Carmelo. Questo quadro, frutto di un’accurata ricerca iconografica, è stato individuato e scelto con attenzione per rappresentare una delle devozioni più sentite nelle zone rurali. La sua presenza è resa ancora più significativa dalla donazione ricevuta da parte del Monsignor Lo Savio, gesto che testimonia il sostegno e la valorizzazione di questo luogo da parte delle autorità ecclesiastiche.
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Le altre nicchie
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Infine, guardando verso l’altare sulla sinistra, la terza nicchia ospita un’immagine della Sacra Famiglia.
Questo quadro rappresenta idealmente l’unione, la laboriosità e l’amore domestico, valori profondamente radicati nella cultura rurale. La scelta di questa raffigurazione sottolinea quanto la vita familiare, semplice ma intensa, fosse considerata sacra e centrale nell’esistenza dei fedeli che frequentavano questa cappella.
L’Altare: Simboli Liturgici e Figure di Devozione
Avvicinandosi all’altare, lo sguardo è attratto da un insieme di oggetti sacri disposti con cura e significato. Al centro si trova un calice, simbolo essenziale del sacrificio eucaristico, che rappresenta il cuore della celebrazione liturgica. Alla base del calice sono collocati il corporale – il panno sul quale si posa il calice durante la Messa – e la coppola. Sopra il calice è poggiato l’amitto, un panno rettangolare, con forte valenza simbolica di purezza e protezione spirituale.

Questi elementi, conservati con attenzione, testimoniano l’importanza della liturgia anche in un contesto rurale, e rappresentano la memoria viva delle celebrazioni che si sono susseguite in questo spazio sacro nel corso del tempo.

Accanto agli oggetti liturgici, sull’altare si trovano due immagini che completano la narrazione visiva della fede che animava la comunità contadina. Sulla sinistra, un’altra rappresentazione della Sacra Famiglia, segno della centralità del nucleo familiare come modello di vita cristiana. Sulla destra, un quadro raffigurante San Luigi Gonzaga, giovane santo gesuita, modello di purezza e dedizione, spesso invocato dai giovani e considerato patrono della gioventù. La sua presenza sottolinea la sensibilità della comunità verso l’educazione spirituale delle nuove generazioni.

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L'Altare
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Il Crocifisso e Santa Rita
Dono Personale e Devozione Popolare
All’interno della nicchia situata sulla sinistra dell’altare, l’attenzione viene immediatamente catturata da un crocifisso di grande valore simbolico ed emotivo. Si tratta di un dono prezioso, offerto dall’Arcivescovo Monsignor Cosimo Ruppi: è infatti il suo crocifisso personale, quello che egli custodiva sulla propria scrivania. Questo oggetto non è soltanto un segno della Passione di Cristo, ma anche un gesto di intima partecipazione e affetto verso questa piccola cappella, che attraverso tale dono si arricchisce di un frammento autentico della vita spirituale di un uomo di Chiesa.

Alle spalle del crocifisso, fa da sfondo un quadro raffigurante Santa Rita, una delle sante più amate della devozione popolare, invocata nei momenti di difficoltà e conosciuta come la “santa delle cause impossibili”. La sua presenza completa il quadro di fede e speranza che questa nicchia esprime: il Crocifisso come simbolo del sacrificio redentore, e Santa Rita come figura di conforto e intercessione per i bisogni più urgenti e profondi del cuore umano
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Il Crocifisso e Santa Rita
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Accanto all’Ingresso: Arte Sacra e Maestria Contadina
Avvicinandosi alla porta d’ingresso della cappella, lo sguardo è guidato da due elementi che raccontano, ancora una volta, la profonda devozione e l’abilità artigianale di chi ha vissuto e costruito questo luogo sacro.

Quadro della Madonna col Bambino, dolce e semplice raffigurazione che accoglie simbolicamente i fedeli all’ingresso, proteggendoli con lo sguardo tenero e materno della Vergine. La sua presenza richiama il senso di accoglienza e amore familiare che permea tutta la cappella.
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Accanto all'ingresso
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Un’acquasantiera straordinaria, interamente lavorata a mano, scolpita a forma di conchiglia. Questo manufatto, risalente all’epoca di costruzione della cappella nel 1818, è un autentico capolavoro di artigianato popolare. La forma elegante e la lavorazione minuta testimoniano non solo la cura estetica, ma anche la profonda fede dei contadini che, pur con mezzi modesti, hanno saputo creare un oggetto sacro di grande raffinatezza.
Sopra l’acquasantiera è posto un Cristo in croce scolpito a mano, opera che completa la composizione con una forte intensità spirituale
Verso l’Alto: Segni di Speranza e Radici Territoriali
Alzando lo sguardo all’interno della cappella, si scoprono tre ulteriori elementi che arricchiscono la narrazione spirituale di questo luogo e ne consolidano il legame con il territorio e la fede popolare.

A sinistra, si trova un piccolo quadro raffigurante la Madonna del Carmine che appare a San Giuseppe e ai bambini da lui assistiti. L’opera, incorniciata da una struttura in legno interamente realizzata a mano, racchiude un messaggio profondo: è l’immagine della Madonna che infonde forza, conforto e speranza, sostenendo l’opera caritatevole di San Giuseppe, che accudiva e sfamava i piccoli più bisognosi. In questo gesto si riflette l’idea che, anche nei momenti più duri, è possibile trovare sostegno nella fede e continuare il cammino con rinnovato coraggio.

Al centro, un crocifisso in legno, di manifattura antica, richiama ancora una volta il cuore del messaggio cristiano: il sacrificio redentore di Cristo, che con la sua presenza domina lo spazio sacro e guida lo sguardo e il cuore verso l’essenziale.

Sulla destra, infine, un quadro raffigurante i Santi Medici Cosma e Damiano, patroni della città di Alberobello, dove sorge la cappella. La loro presenza suggella il legame con la comunità locale e con la tradizione devozionale del territorio. Conosciuti come guaritori e protettori della salute, i due santi fratelli sono da sempre oggetto di venerazione profonda da parte del popolo, che si affida a loro con fiducia


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Verso l'alto
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Contrada Torrenuova, 2 -  70011 Alberobello BA
“Finanziato tramite Avviso pubblico per la presentazione di proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione del patrimonio archite6onico e paesaggis8co rurale - da finanziare nell’ambito del PNRR [M1.C3 – Misura 2 “Rigenerazione di piccoli si8 culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale” - Inves8mento 2.2], approvato con A.D. n. 40 del 8 aprile 2022, finanziato dall’Unione europea - NextGenera8onEU e ges8to dal Ministero della Cultura; sogge6o a6uatore Regione Puglia”.
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